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La sinistra vive, evviva la sinistra!

La vittoria di Pedro Sànchez al congresso del partito socialista spagnolo (Psoe) potrebbe portare a risvolti che superano i confini spagnoli e dettare una linea politica in tutta Europa. È la dimostrazione che nell’era dei nazionalismi e del razzismo dilagante, la sinistra, quando si comporta come tale è ancora giovane e viva.

Ovviamente parlo della sinistra dei militanti che contano e che non sono semplicemente un gregge, da portare al pascolo dei gazebi quando ci sono le primarie (che avrebbero anche un senso, se fatte in maniera seria).

Avere un Psoe ancorato a sinistra, come voluto da Sànchez e da migliaia di militanti entusiasti, zittisce coloro che hanno accolto con gioia l’indiretto appoggio al presidente spagnolo Rajoy, a capo del partito più corrotto d’Europa così come descritto da Irene Montero nella sua difesa alla mozione di sfiducia.

L’ondata di proteste del 2011, che si è concretizzata nel movimento degli Indignados, ha colpito elettoralmente sopratutto il Psoe, facendolo precipitare nei consensi. Il punto è che la sconfitta dei partiti di sinistra non è inevitabile, ma dipende dalla capacità di mantenere i valori socialisti e saperli adattare alla nostra società. La soluzione non è spostarsi politicamente sempre più a destra per cercare di conquistare i voti dei conservatori.

I fatti danno prova di ciò. Jeremy Corbyn, deriso da tutti, si è trovato contro l’intero partito Laburista. Considerato il rappresentate di una sinistra ormai obsoleta, ha invece rilanciato il proprio partito (il quale si trovava ai minimi storici e prossimo allo sfascio) conquistando i giovani e i lavoratori facendo perdere la maggioranza assoluta in parlamento ai conservatori e dando la reale possibilità di vittoria per i laburisti alle prossime elezioni, fantascienza fino a non molto tempo fa.

Corbyn è un leader che non si lascia intimorire dal fare proposte forti. Dopo l’incendio della Grenfell Tower a Londra, ha lanciato l’idea di requisire gli appartamenti vuoti e desinati alla speculazione nelle vicinanze della torre bruciata, arrivando a proporre la loro occupazione se il governo non aiuterà chi è rimasto senza un tetto. Parole che hanno colpito migliaia di giovani che per la prima volta iniziano a seguire la politica.

Invece lo storico Pasok è scoparso dai radar elettoriali dopo la sciagurata alleanza con i conservatori durante la crisi. Il socialismo olandese tendete a destra ha subito una pesante sconfitta nelle ultime elezioni. Le politiche neoliberiste di Hollande, guidate da Emmanuel Macron allora ministro dell’economia, hanno ridotto il Partito socialista ai minimi termini, passato in una legislatura dal tutto al niente.

In tutti questi paesi dove i tradizionali partiti socialisti sono andati in crisi o sono scomparsi gli elettori o non sono andati a votare o si sono rivolti a nuove formazioni politiche di sinistra che hanno saputo fornire proposte credibili e interessanti . A rappresentare in maniera adeguata e credibile questi progetti politici ci sono persone nuove, giovani (politicamente), carismatici, non vecchi leader politicamente finiti e umanamente discutibili. Forse è proprio questo che manca alla sinistra italiana per fare il tanto sperato salto di qualità.

Studente alla facoltà di Economia dell'Università di Ferrara. Appassionato di politica, economia e sport.

Pubblicato il 3 luglio 2017

Fotografia di psoe extremadura tratta da wikipedia.com con licenza CC BY 2.0

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