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I giovani indottrinati da Forza Nuova
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Minorenni a scuola di razzismo, indottrinamento all’odio nella sede di Forza Nuova di via Amulio nella Capitale. Un’informativa dei carabinieri del Ros ha fatto emergere questa terribile situazione, la procura di Roma ha rinviato a giudizio per il prossimo gennaio per “incitamento all’odio razziale” diversi esponenti del movimento di estrema destra.

Quel che emerge dal fascicolo dà un’idea di quanto il movimento neofascista sia pericoloso e violento. Un’altra cosa evidente è come puntino moltissimo all’indottrinamento dei giovani, andando a colmare il vuoto lasciato da scuola e dalla società in generale. Con le dovute proporzioni come viene fatto dagli estremisti islamici. “A me la cosa che interessa di più so’ i ragazzini, i ragazzini ” dice uno dei leader della sede romana di Forza Nuova.
Ragazzi giovani che crescono con l’odio e che scappano dall’educazione della famiglia che viene tagliata fuori dalla loro vite. Vengono istruiti a seguire ciecamente le regole dettate dai leader del partito. Alcuni genitori hanno chiamato disperati i responsabili del movimento, come racconta il padre di un 17enne in un conversazione intercettata dai carabinieri “Noi non esistiamo più… Esistono solo il partito e i capoccioni del partito, noi genitori non contiamo un c…”. Il figlio aveva preso due denunce in pochi giorni per affissioni abusive di cartelloni di FN. “Sarà il caso di non utilizzare più i minori per queste cose? È la seconda denuncia nel giro di dieci giorni”. Lo esorta, poi, a insegnare ai ragazzi come comportarsi “perché tanto mio figlio, se io gli dico di non andare a fare le affissioni, da una parte gli entra dall’altra parte gli esce (…) perché secondo loro esistete solo voi”.

Purtroppo non si tratta solo di volantinaggio e affissioni abusive, ma anche di pestaggi. I militari del Ros hanno raccolto anche una testimonianza di un padre che aveva scoperto che suo figlia aveva partecipato al “Bangla tour” (così è stato ribattezzato il pestaggio di cittadini bangalesi). L’uomo ha spiegato agli investigatori di aver mandato il figlio dallo psicologo “perché era necessario ricorrere a cure specialistiche per gestire gli scatti d’ira e l’odio sviluppato” nel periodo in cuoi aveva frequentato la sezione.

I militari scrivono che: “proprio l’indottrinamento nei confronti dei minori, a cui i capi (di Forza Nuova, ndr) puntano in maniera particolare, è risultato profondo”. Nelle carte si legge che all’interno della sezione di FN si incita all’odio e alla violenza per motivi razziali e religiosi, non chè alla violenza fisica come risoluzione delle controversie. I bengalesi sarebbero le vittime prescelte (anche perché è tra le più pacifiche e meno incline alla violenza o a vendette, ndr) dai militanti neofascisti. Tant’è che diversi cittadini del Bangladesh che sono stati sentiti dai carabinieri e hanno affermato di aver paura a frequentare le vie intorno alla sede del movimento di estrema destra: i Ros annotano “Frequenti agressioni, nei confronti di cittadini bengalesi, tanto che alcuni degli escussi hanno affermato addirittura di evitare di frequentare quella zona proprio per il timore di incappare nelle aggressioni”.

Dal 2011 al 2014, 59 bengalesi hanno avuto bisogno di cure mediche a causa di aggressioni fisiche al pronto soccorso del Vanni, l’ospedale si trova a un paio di chilometri dalla sede di Forza Nuova. Gli inquirenti sono riusciti a sentire una ventina delle vittime dei pestaggi, molti di loro hanno spiegato di esser stati aggrediti senza un apparente motivo da parte di molti italiani, riuniti in gruppi, aggressioni caratterizzate da particolare violenza anche ricorrendo all’uso di bastoni.

Leggendo l’informativa con cuoi si chiede il rinvio a giudizio di diversi esponenti di Forza Nuova, la pericolosità dell’indottrinamento da parte del movimento ai danni dei giovanissimi è evidente. “Evidenzia come l’attenzione del gruppo si concentrino sull’attività di indottrinamento dei giovani sin dall’età adolescenziale, al fine di meglio coinvolgerli in una devota condivisione di intenti dettati dal movimento e ai quali ispirare la propria militanza e la propria vita”. Meglio se non maggiorenni.

Ancora. “Tale capacità di trasportare i minori in un contesto caratterizzato da dettami rigidi e intriso di odio e razzismo – sottolineano gli inquirenti nell’informativa – evidenzia la portata reale della pericolosità di un gruppo che riesce così a radicarsi negli aderenti sia da un punto di vista ideologico che comportamentale”.

Pubblicato il 6 novembre 2017

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