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Manganelli e indipendenza, il messaggio che arriva dalla Catalogna
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La voglia di indipendenza della Catalogna, come della Scozia e, con i dovuti distinguo, del Veneto è il segno inequivocabile dei tempi che corrono. Tempi in cui preferiamo chiuderci nel nostro piccolo giardino per paura. Sentimenti lontani dallo spirito dell’Europa dei popoli. Sempre più lontani per colpa di chi a colpi di populismo e seminando terrore l’Europa la sta distruggendo, ma anche per colpa di nostra che non stiamo facendo nulla per impedirlo.

Il governo spagnolo, per restare al passo con i tempi, ma anche in memoria di quelli andati, usa la polizia per manganellare anche gli anziani. Un governo repressivo, reazionario e alla frutta, che mettendo in un angolo i catalani di fatto rinforza e eleva la spinta indipendentista.

L’indipendenza catalana è la metafora perfetta della nostra società, in cui si cerca di nascondere i priori fallimenti dietro una storia più o meno veritiera ed a una presunta identità nazionale. Così ci si rinchiude dietro a confini sempre più stretti, nel disperato tentativo di rivivere una sicurezza economica, senza pensare (possa piacere o meno) che si è nell’era della globalizzazione e più si è piccoli e isolati più si è impotenti nei confronti dei forti.

L’indipendenza non si dichiara unilateralmente, fregandosene altamente della Costituzione del proprio paese. Al massimo si invocano le elezioni per una nuova costituente la quale, in maniera civile e condivisa, crei le condizioni perché questo accada. Sempre e comunque con una premessa: la maggioranza del popolo deve essere favorevole.

Il governo spagnolo è invece metafora della società contemporanea. Invece di interrogarsi sulle motivazioni che hanno portato a ciò, invece di cercare il dialogo intavolando una discussione seria, si affida alla violenza. È un governo in cui di democratico è rimasto poco o niente, che manda la guardia civil a picchiare chi cerca a torto o ragione di votare, rimandando alla peggiore tradizione franchista.

Bisogna fare attenzione e capire come muoversi in tutto ciò. Perché torto e ragione stanno da entrambe le parti, la solidarietà a chi manifestando pacificamente viene manganellato non deve essere l’appoggio all’indipendentismo catalano, quantomeno se queste sono le condizioni in cui viene posto. Da una parte troviamo l’odiosa pratica fascista di usare il manganello contro la gente indifesa che manifesta, dall’altra parte non si posso modificare i confini unilateralmente, senza per altro avere una vera consultazione popolare e avere la certezza che sia la vera volontà della popolazione.

Pubblicato il 14 ottobre 2017

Fotografia di 1997 tratta da wikipedia.it con licenza CC BY-SA 3.0

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