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Ad un’analisi superficiale può sembrare che l’estrema destra francese, che ha di fatto eliminato la destra tradizionale al primo turno e ha conquistato 11 milioni di voti al secondo turno, sia simile ai nuovi movimenti che si sono diffusi in tutto l’Occidente. Le sue origini però, volendo scavare nella storia, sono ben più antiche.

Essa affonda le proprie radici in tre momenti storici che hanno diviso il paese. Il più remoto, ormai quasi ininfluente, rimane la rivoluzione. Sì proprio quella del 1789 da cui nacque la repubblica. La Francia ha impiegato quasi un secolo a stabilizzarsi, perché una parte del paese per lungo tempo ha continuato a sostenere il secolare ordine monarchico fondato sul diritto divino e forte di un’alleanza tra potere e chiesa. Oggi ovviamente nessuno più contesta la repubblica, ma questa grande battaglia che è continuata per tutto l’Ottocento ha avuto strascichi fino all’inizio del Novecento, contrapponendo i partiti di cambiamento e quelli di tradizione, scontro che ha lasciato tracce non ancora del tutto scomparse.

Molto più recente e presente è invece la questione del collaborazionismo con i nazisti. Anche in questo caso abbiamo una spaccatura. Da una parte la Francia di Charles De Gaulle con il governo in esilio a Londra. Dall’altra i collaborazionisti di Vichy. La conseguente ferita, ancora oggi, non è mai stata del tutto rimarginata.

Questo è uno dei motivi per cui Jean-Marine Le Pen non hai perso occasione per minimizzare i crimini del nazismo e di sminuire i danni dell’occupazione. Sua figlia di recente ha affermato che il rastrellamento del Vel’d’hiv (dove la polizia francese catturò  più di 13 mila ebrei che poi furono deportati nei campi di concentramento tedeschi) non ha nulla a che vedere con le moderne forze dell’ordine francesi, cercando quindi di segnare una qualche sorta di distanza dai fattacci del secolo scorso. Eppure, nel frattempo, si continuano a “scoprire” neonazisti che tra le file del Front national (Fn), addirittura tra i suoi vertici.

In fine l’ultima e più recente contrapposizione in cui l’estrema destra affonda se sue radici è la guerra d’Algeria. L’estrema destra era contraria alla decolonizzazione dell’Algeria francese e non ha mai perdonato l’indipendenza algerina né ai gaullisti né alla sinistra. Il fatto paradossale è che gli stessi che oggi considerano l’Islam un nemico continuano a rimpiangere che la Francia abbia rinunciato al controllo su 40 milioni di mussulmani.

Ma questa è la vera forza del Front national? La risposta ovviamente è no, queste sono le origini della loro ideologia ed è la loro storia. Il salto di qualità che ha fatto alle ultime elezione è stato ottenuto camuffando l’estrema destra come ultimo baluardo contro i cambiamenti del mondo di oggi, perché in tutta Europa si ritrova la stessa paura e lo stesso rifiuto di un mondo nuovo che sta cambiando i punti di riferimento. Un cambiamento che spinge a questa vana e pericolosa nostalgia delle frontiere e del nazionalismo, senza però mai ricordarsi a ciò che hanno portato.

Pubblicato il 12 giugno 2017

Fotografia di Marie-Lan Nguyen (User:Jastrow) tratta da wikipedia.it con licenza CC BY 2.5

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